Conti correnti sorvegliati. Niente privacy da ottobre
La super-anagrafe contro gli evasori, che raccoglierà i dati dei conti correnti di tutti i cittadini, entro ottobre potrebbe entrare a regime.
L’agenzia delle Entrate si appresta infatti a sottoporre al Garante della privacy il lavoro fatto dopo che ad aprile l’allora presidente dell’Autorità Pizzetti aveva sollevato non poche perplessità sulla tenuta delle misure di sicurezza del mega-archivio.
«Giovedì – spiega il neopresidente dell’Authority, Antonello Soro – ho parlato con Attilio Befera (direttore delle Entrate, ndr) che mi ha annunciato l’invio, ai primi di settembre, del documento con le nuove procedure adottate a protezione dei file.
Ho preso l’impegno di un esame rapido, così che possa essere rispettato il calendario che l’Agenzia si era dato e che prevede di far partire la raccolta dei dati entro ottobre».
La sollecitudine del Garante si giustifica anche con l’urgenza di porre a disposizione del Fisco un nuovo strumento capace di far emergere il nero.
Strumento che, aggiunge Soro, «è il più efficace tra quelli messi in campo negli ultimi tempi. In linea generale ritengo che lo Stato debba essere molto sobrio nella raccolta delle informazioni dei cittadini, acquisendo solo quelle essenziali. In questo momento, però, siamo in emergenza. Perché l’evasione, quando ha dimensioni di tale portata, è un’emergenza. Non rappresenta un fenomeno confinabile in determinate categorie professionali o territoriali. È come un tumore che devasta ogni giorno il corpo del Paese e ne pregiudica la natura liberale».
Dunque, anche una così massiccia raccolta di informazioni come quella imposta dal decreto legge salva-Italia trova in simili circostanze una giustificazione. Certo, è necessario cercare un bilanciamento tra i vari diritti, quello della riservatezza e della giustizia fiscale. «Nel momento in cui l’equità fiscale – sottolinea Soro – viene brutalizzata dal sommerso, il Garante ha il dovere di trovare un equilibrio alto fra due necessità ineludibili: la lotta all’evasione e la difesa della privacy. Ed è fondamentale che le norme sulla riservatezza non siano percepite come ostacolo agli interventi contro gli evasori. Ne rappresentano, anzi, la precondizione, perché le misure di protezione che abbiamo richiesto permettono al nuovo database di funzionare senza falle, portando a compimento la missione affidatale».
Allo stesso tempo, puntualizza il neopresidente, «si deve far largo l’idea che il contrasto all’evasione non è un affare privato dei dirigenti del Fisco o di un particolare Governo, ma è un interesse collettivo. In questo senso, comincia a manifestarsi un cambiamento culturale».
Senza dover arrivare, come fanno in alcuni Paesi, a pubblicare sui giornali le foto degli evasori. «Il nostro ordinamento non lo consente e non spetta al Garante dire quali debbano essere le sanzioni nei confronti dell’evasione. Penso, però, che le forme di contrasto efficaci – afferma Soro – siano altre: molto probabilmente i grandi evasori hanno più paura di Serpico (l’archivio dell’anagrafe tributaria, ndr) che delle foto sui media».
E misure intermedie, come la pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi? «Non sono pregiudizialmente contrario all’idea di rendere i 730, all’interno di vincoli di garanzia e filtro, più accessibili. Il tentativo di qualche anno fa ha rappresentato una fuga in avanti. Il legislatore ha poi fatto non uno ma due passi indietro, prevedendo una normativa troppo restrittiva. Si tratta di trovare un’altra misura».
Fonte: Il Sole 24 Ore del 25 agosto 2012













