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Soluzioni per rilevazioni incendi

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Eleganza anche nella COPIA dei vostri Radiocomandi.

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Tag Archives: radiocomando

Comunicazione Aziendale Radiocomando Jane

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Con la presente comunichiamo a tutti i nostri clienti che, a partire dalla data di pubblicazione di questa comunicazione, la nostra azienda termina definitivamente la collaborazione durata ben 3 anni con la Italfile Srl, produttore della linea radiocomandi Jane.

Purtroppo questa decisione non è stata voluta e presa da noi serenamente, ma obbligati da circostanze che ci hanno condotto a questo bivio facendoci poi scegliere nostro malgrado, un’unica strada per noi percorribile.

Abbiamo sempre creduto nella libera e corretta concorrenza dei mercati e delle aziende, senza che queste ultime vengano in alcun modo influenzate da ingerenze da parte di alcuno specialmente dalla casa madre nell’imporre un percorso commerciale diverso da quello seguito dalla nostra Azienda sino ad oggi, dopo soprattutto, ed è questo il bello, un lungo silenzio in merito, il tutto senza alcuna comunicazione preventiva cosi come una azienda seria e corretta dovrebbe sempre fare.

Voler perseguire una politica del prezzo ufficiale unico anche per il mercato web è attuabile solo per alcuni prodotti o settori specialmente se sono di nicchia o particolari, e a noi sembra che i prodotti in questione manchino proprio di questi presupposti.

Siamo della convinzione che qualsiasi prodotto debba essere commercializzato ad un prezzo adeguato al mercato a cui lo si propone, e che è un errore obbligare il proprio Partner a dover rispettare una linearità di prezzo tra il web e quello della vendita al banco, in quanto mercati differenti che seguono regole commerciali proprie.

Comunque nulla di cui minimamente preoccuparsi, chi ha acquistato da noi questo prodotto potrà continuare tranquillamente in futuro a farlo, infatti fra qualche giorno presenteremo un’altrettanta valida alternativa simile sotto certi aspetti alla linea Jane, che sicuramente e ne siamo convinti non deluderà le vostre aspettative.

Continuate a seguirci, a presto.

Duplicare un radiocomando Rolling Code (Parte 2)

jane top A

Leggi Parte 1

Importante è sottolineare che in bassa frequenza ogni stato europeo ha in deroga due canali oltre a quelli indicati; nel caso dell’Italia hanno le seguenti frequenze: 30,875 MHz e 30,900 MHz.

Dopo questa breve descrizione sulle frequenze che identificano uno degli aspetti della tipologia del trasmettitore che detta in parole semplici, non è altro che il mezzo che si usa per far viaggiare un’informazione.

L’altro aspetto, quello più importante di un radiocomando è la sua codifica. Con questo termine si intende l’informazione trasmessa (codice) sulla portante (frequenza) per farla giungere in un altro punto diverso da quello d’origine.

I primi radiocomandi usavano un codifica a codice fisso, cioè un’informazione che era sempre la stessa e non cambiava mai, questo codice veniva impostato da un componente allocato sul trasmettitore il dip-switch, formato da una serie di piccoli interruttori posti in fila.

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Successivamente questo componente è stato eliminato per ridurre le dimensioni del radiocomando, quindi se prima era semplice impostare un codice personale oggi lo è meno, in quanto la maggior parte dei produttori lo imposta di fabbrica e non è più modificabile dall’utente, fatta naturalmente qualche eccezione.

Da un po’ di anni, a questa codifica ne è stata affiancata un’altra, quella a codice dinamico o codice variabile o anche rolling code, terminologie identiche per esprimere lo stesso significato.

Questa tecnica di codifica è stata voluta per rendere sia più sicuro l’utilizzo di questi prodotti rispetto al codice fisso, ma anche per rendere difficile la copia del radiocomando originale, arginando così la diffusione di prodotti compatibili.

Il principio di funzionamento del codice dinamico, è quello di trasmettere sempre ad ogni attivazione del trasmettitore un codice diverso dal precedente, naturalmente il nuovo codice si modifica anche nel ricevitore, questo garantisce che i due prodotti siano sempre sincronizzati.

Però non sempre questo sistema è applicato, ci sono marche, che pur avendo radiocomandi a codice variabile, per ovviare al problema della corretta sincronizzazione con il ricevitore, lo stesso è impostato, con la lettura della sola parte fissa del codice trasmesso ignorando del tutto la restante parte.

Fatta questa premessa veniamo allo scopo dell’articolo, cioè quello di capire se è possibile creare una copia di un radiocomando originale a codice dinamico. La risposta è naturalmente positiva, con alcune eccezioni.

La tipologia del radiocomando che oggi viene maggiormente duplicata è quella dei cancelli automatici, ed è proprio in questo settore che vengono commercializzati svariati prodotti che svolgono questa funzione, la maggior parte di essi copiano solamente quelli a codice fisso, pochi in realtà riescono a duplicare anche gli altri.

Duplicare un radiocomando per automazione a rolling code richiede la necessità di memorizzare sul radiocomando non più un semplice codice fisso ma regole decisamente più complesse.

In commercio si sente sempre più spesso parlare di prodotti capaci di duplicare, in modalità solo auto apprendente da un’originale, un codice rolling code, personalmente avrei dei seri dubbi sulla veridicità della cosa, perché dovrebbero essere riusciti a risolvere il problema del mantenimento della sincronizzazione con il ricevitore.

Infatti risulterebbe difficile per un duplicato garantire il funzionamento nel tempo se viene generato dal solo radiocomando padre in un sistema dove il trasmettitore e il ricevitore funzioni realmente con la codifica dinamica sincronizzata.

E’ inevitabile che uno dei due trasmettitori che funzionino con lo stesso identico codice nativo perda il sincronismo con il ricevitore, purché il funzionamento sia veramente a codice dinamico.

Per ovviare a questo possibile inconveniente abbiamo introdotto un nuovo prodotto rigorosamente Made in Italy, sempre con filosofia stand alone (senza bisogno di programmatori esterni costosi) che annulla definitivamente questo problema.

Il radiocomando in questione è il JANE TOP A, il suo funzionamento è alquanto semplice perché non si limita semplicemente a copiare ciò che viene trasmesso, ma genera un compatibile identico ad un trasmettitore originale.

La procedura è semplicissima e si divide in due fasi importanti, la prima è quella di identificare il tipo di trasmettitore, questa viene fatta leggendo la trasmissione dall’originale, superata questa parte si passerà alla seconda, quella della memorizzazione del nuovo compatibile appena generato sul ricevitore.

Questo è l’unico metodo sicuro per utilizzare un radiocomando compatibile a codice dinamico.

Il JANE TOP A può essere utilizzato per creare un compatibile delle seguenti marche: Ditec(Gold,Bix), Nice(Flor,Very,One,Inti) e V2(Phoenix,Handy,Trp,Tspun piccolo radiocomando dal grande cuore.

 carrello

fonte: Tv-digitale

Duplicare un radiocomando Rolling Code (Parte 1)

jane top A

Prima di descrivere come e se sia possibile duplicare un radiocomando con tecnologia a codice variabile o in gergo tecnico rolling code, inizieremo anzitutto analizzando alcuni aspetti quali; l’evoluzione che ha avuto questo dispositivo nel tempo, le frequenze e dulcis in fundo le varie codifiche.

Il radiocomando inizia a diffondersi oltre un ventennio fa, principalmente nel mondo dell’automazione civile ma anche industriale.

Il principale utilizzo per cui questo prodotto fu creato, era quello di rendere più comodo l’attivazione di apparecchiature elettriche – elettroniche, da un qualsiasi punto nelle vicinanze delle stesse anche in presenza di ostacoli, senza che ci fosse necessariamente un collegamento fisico tra i due dispositivi.

L’impiego tipico lo troviamo nella movimentazione dei cancelli automatici, che in origine venivano azionati solo con comandi meccanici come pulsanti o selettori a chiave.

Successivamente nel corso degli anni dalla sua prima apparizione ed utilizzo, questo strano e allo stesso tempo innovativo dispositivo ha trovato spazio anche in altri settori, come quello automobilistico e negli impianti di sicurezza per citarne qualcuno.

E’ doveroso fare una precisazione prima di addentrarci maggiormente nei meandri più tecnici, molto spesso gli utilizzatori definiscono erroneamente il radiocomando chiamandolo anche telecomando, in realtà non è proprio così.

Il termine telecomando è genericamente usato per indicare un comando a distanza, è un dispositivo che serve a azionare apparecchiature elettriche ma anche elettroniche, dove l’utilizzatore di solito si trova nelle immediate vicinanze del dispositivo da controllare, il collegamento tra l’uno e l’altro è sempre di tipo fisico, per mezzo di un cavo elettrico.

Forse a questo punto qualcuno si starà chiedendo, ma il telecomando del mio televisore non ha nessun cavo, in realtà il cavo ce ma non si vede.

Il telecomando di un comune televisore funziona con la tecnologia IR, un diodo luminoso (LED) che emette luce infrarossa ad una lunghezza d’onda di 950 nm.

Il comando impartito trasmette un segnale diverso codificato per ogni tasto premuto, costituito da gruppi di impulsi digitali modulati ad una frequenza compresa fra 20 e 70 kHz emessi in successione.

Quindi il raggio infrarosso invisibile ad occhio umano, corrisponde esattamente ad un cavo di collegamento, infatti se puntassimo il telecomando in senso opposto al televisore, questo non funzionerebbe perché non faremmo altro che interrompere il collegamento tra i due dispositivi, fatta eccezione nei casi in cui il fascio infrarosso dovesse rimbalzare su delle superfici riflettenti e giungere ugualmente a destinazione per riflessione.

Le frequenze utilizzate

In oltre vent’anni la tecnologia utilizzata per questo genere di prodotti, ha subito una notevole evoluzione, sia per quanto riguarda la parte a radiofrequenza sia per i sistemi di codifica adottati.

I primi sistemi di radio controllo lavoravano a bassa frequenza, su un range che si estendeva da 27 a 41 MHz: erano quindi radiocomandi dagli ingombri spesso notevoli a causa delle antenne in ferrite e delle batterie utilizzate.

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Successivamente vennero sostituiti nel tempo dai sistemi detti a ‘frequenza libera’ operanti in alta frequenza e in una banda compresa, normalmente, tra i 260 e i 350 MHz.

Questa nuova categoria, non avendo più la necessità di comprendere antenne ingombranti e alimentazioni consistenti, ha dato il via a famiglie di prodotti finalmente tascabili.

In seguito, le normative europee hanno regolato e imposto le frequenze utilizzabili per l’automazione, trasformando quello che era un enorme caos creativo in qualcosa di standard.

Le frequenze in uso attualmente sono quattro: due in bassa frequenza (40,665 MHz e 40,685 MHz) e due in alta frequenza (433,92 MHz e 868,35 MHz).

Le frequenze che prima erano comprese tra i 260 e i 350 MHz sono ora proibite.

(…continua)

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Ricevitore Multi frequenza per Elettroserrature

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